Dopo l’intervento chirurgico

Nei giorni successivi all’operazione lo stoma le sembrerà una cosa strana: non avrà nessuna voglia di osservarlo o toccarlo.

Presto però noterà che lo stoma non duole al tatto e che si tratta solo di applicare delle semplici misure igieniche.

Piano piano scomparirà il timore di fare qualcosa di sbagliato e finirà per accettare il cambiamento fisico.

Le esperienze personali e le discussioni con altre persone stomizzate faciliteranno l’adattamento alla nuova situazione. Si familiarizzerà col nuovo aspetto del suo fisico che non le sembrerà più così strano come in un primo momento.

La maggior parte delle persone stomizzate le confermeranno che la vita è sempre bella e interessante anche con uno stoma e che non è necessario rinunciare a nulla.

Nei primi giorni si evacuano grandi quantità di feci liquide che vengono raccolte in sacche aperte trasparenti molto capienti. Le sacche sono munite di placca di protezione per non irritare la pelle. La scelta del dispositivo o ausilio dipende dal tipo e dalla sede dello stoma, ma anche dalle esigenze, dalla situazione personale e dalle attività quotidiane del paziente.

La cosa migliore è di esercitarsi già prima dell’operazione.

Durante la degenza in ospedale, le infermiere insegneranno le misure igieniche che richiede lo stoma e l’utilizzo dei dispositivi fino a rendere il paziente autonomo al momento della dimissione. In base al grado di autonomia del paziente può essere necessario richiedere l’aiuto di un caregiver (infermiere domiciliare, familiare, badante, ecc.).

La riabilitazione del paziente portatore di stomia non si limita solo alla fase pre e post-operatoria, ma prosegue anche nel tempo. L’infermiere esperto in stomaterapia accompagna il paziente in questo percorso molto delicato e diverso da persona a persona, correlato da una serie di fattori come l’età, l’attività lavorativa, l’attività fisica, l’assetto familiare, le relazioni sociali, ecc.

Colostomia

Nei primi giorni si evacuano grandi quantità di feci liquide che vengono raccolte in sacche aperte trasparenti molto capienti. Le sacche sono munite di placca di protezione per non irritare la pelle.

Nella colostomia trasversa le feci sono evacuate irregolarmente in grandi quantità, spesso unitamente a gas. Le feci sono semiliquide e sono raccolte in sacche aperte. Le sacche chiuse non sono adatte alla raccolta di feci poco consistenti. In questo caso non si può ricorrere al metodo dell’irrigazione.

Nella sigmoidostomia, quando l’apparato digestivo avrà ripreso a funzionare normalmente, si evacueranno feci solide a intervalli irregolari. Le feci sono raccolte in sacche chiuse. Per l’igiene della sigmoidostomia è molto indicato il metodo dell’irrigazione.

I dispositivi

Le sacche sono munite di un filtro di carbone attivo. Sono possibili emissioni di gas, ma grazie al carbone quest’ultimi sono inodore. Le sacche chiuse per la colostomia si sostituiscono una o due volte nell’arco di 24 ore o secondo necessità. Le sacche aperte possono essere vuotate e riutilizzate più volte. È importante lavare bene la parte terminale della sacca per evitare cattivi odori. Si raccomanda di cambiare la sacca una volta al giorno per assicurare il buon funzionamento del filtro.

Si distinguono due sistemi: il sistema ad un pezzo e il sistema a due pezzi.

È necessario valutare i vantaggi e gli svantaggi insieme all’infermiere esperto in stomaterapia.

Sistemi ad un pezzo: la sacca e la superficie adesiva (piana o convessa) formano un’unità, non sono dunque separabili.

Sistemi a due pezzi: sono costituiti da una placca protettiva per la pelle (piana o convessa) e da un anello di fissaggio con sacca rimovibile. Non è necessario cambiare il dispositivo finchè le feci non s’infiltrano sotto la placca di protezione. In genere il cambio si effettua ogni tre/cinque giorni. Esistono anche sistemi con sacche autoadesive.

Il cambio del dispositivo

Preparativi: in linea di massima si può effettuare il cambio del dispositivo ovunque.

È necessario preparare tutto l’occorrente prima del cambio del presidio.. La pelle deve essere sempre pulita e asciutta affinché il dispositivo aderisca bene.

I fori della sacca e della placca devono corrispondere alle dimensioni dello stoma: solo così la pelle sarà davvero protetta.

Occorrente per l’igiene della stomia:

  • sacca adattata al proprio stoma
  • acqua tiepida
  • sapone neutro liquido
  • panno carta
  • sacchetti speciali per rifiuti
  • eventualmente altri ausili come crema per la pelle, rasoio monouso, forbici, sagoma

Procedura:

  • rimuovere il dispositivo usato
  • staccare con cautela la sacca o la placca protettiva con una mano, dall’alto verso il basso. Premere con l’altra mano la pelle esercitando una contro-pressione
  • prima di buttare la sacca verificare se sulla superficie adesiva o sulla placca protettiva ci sono tracce di feci. Ciò è importante per sapere ogni quanto tempo occorre cambiare il dispositivo
  • lavare con acqua tiepida e sapone neutro lo stoma e la zona circostante procedendo dall’esterno verso l’interno
  • asciugare bene la pelle
  • applicare la nuova sacca. Se si ricorre al sistema ad un pezzo fare aderire la sacca o la placca protettiva cominciando dalla parte inferiore dello stoma ed esercitare poi una pressione sulla zona peristomale in modo tale che l’aderenza sia perfetta. Se si ricorre al sistema a due pezzi applicare prima la placca protettiva e premere in modo tale che aderisca bene, quindi agganciare la sacca all’anello di fissaggio e controllare che sia ben fissata.

Se ha delle difficoltà col dispositivo o delle domande si rivolga all’infermiere esperto in stomaterapia.

Metodo per l’irrigazione

È una tecnica che si prefigge il recupero della continenza regolando il ritmo dell’evacuazione e promuovendo la completa riabilirazione. È suggerita ai pazienti portatori di sigmoidostomia e in alcuni casi anche ai pazienti portatori di colostomia trasversa.

Consiste nell’introduzione, attraverso lo stoma, di acqua tiepida (37-38°C) e la sua efficacia si basa sull’azione meccanica dell’acqua che provoca l’evacuazione massiva ed immediata, ammorbidendo le feci e stimolando la peristalsi.

 

Dopo l’irrigazione non si evacuano più feci per un periodo di 24-48 ore.

Osservazioni:

  • le feci devono avere una certa consistenza
  • il metodo può essere applicato solo se le condizioni di salute lo permettono
  • un’ernia o il prolasso dell’intestino nella regione stomale costituiscono una controindicazione
  • il metodo è altresì contro-indicato durante la chemio e/o la radioterapia
  • l’irrigazione deve essere praticata regolarmente alla stessa ora
  • tutta la procedura richiede 45/50 minuti
  • poiché non è sempre possibile applicare l’irrigazione è necessario sapere anche come si usa il dispositivo con sacca
  • il metodo dell’irrigazione può essere insegnato dall’infermiere esperto in stomaterapia.

Quali sono i vantaggi dell’irrigazione?

  • libertà di decidere il momento dell’evacuazione
  • meno fastidi coi gas, i rumori e gli odori intestinali
  • può facilitare il reinserimento professionale
  • può facilitare l’attività sportiva
  • può facilitare i rapporti con il proprio partner

Ileostomia

Dall’ileostoma fuoriescono più volte al giorno e inaspettatamente feci liquide e semiliquide. è assolutamente necessario proteggere bene la pelle perché queste feci contengono sostanze aggressive. Il dispositivo di protezione evita che la pelle venga a contatto con le escrezioni.

Per la raccolta di feci semiliquide o liquide si ricorre in genere a sacche svuotabili.

Queste sacche possono essere vuotate ovunque. È utile, in linea di massima, cambiare il dispositivo prima di mangiare oppure, meglio ancora, la mattina prima di colazione. A quell’ora le feci sono generalmente meno abbondanti e l’igiene dello stoma è più semplice.

In genere gli stomizzati cambiano il dispositivo in piedi davanti al lavabo.

I dispositivi

Le sacche sono munite di un filtro di carbone attivo. Emissioni di gas sono possibili, ma quest’ultimi sono inodori grazie al carbone. Le sacche per l’ileostomia svuotabili possono essere vuotate e riutilizzate più volte. È importante lavare la parte terminale della sacca per evitare cattivi odori. Si raccomanda di cambiare la sacca una volta al giorno per assicurare il buon funzionamento del filtro.

SI distinguono due sistemi: un sistema ad un pezzo e un sistema a due pezzi.

È necessario valutare i vantaggi e gli svantaggi insieme all’infermiere esperto in stomaterapia.

Sistemi ad un pezzo: la sacca e la superficie adesiva (piana o convessa) formano una unità, non sono dunque separabili.

Sistemi a due pezzi: sono costituiti da una placca protettiva per la pelle (piana o convessa) e da un anello di fissaggio con sacca rimovibile. Non è necessario cambiare il dispositivo finchè le feci non s’infiltrano sotto la placca di protezione. In genere il cambio si effettua ogni tre/cinque giorni. Esistono anche sistemi con sacche autoadesive.

Il cambio del dispositivo

Preparativi: in linea di massima il cambio può essere effettuato ovunque.

È necessario preparare l’occorrente prima del cambio del presidio. Ciò è importante poiché dallo stoma possono fuoriuscire sempre feci liquide, dunque anche durante il cambio: questo può complicare l’operazione. La pelle deve essere sempre pulita e asciutta affinché il dispositivo aderisca bene.

I fori della sacca e della placca devono essere bene adattati allo stoma, solo così la pelle sarà protetta.

Occorrente per l’igiene della stomia:

  • sacca adattata al proprio stoma
  • acqua tiepida
  • sapone liquido neutro
  • panno carta
  • sacchetti per i rifiuti stagni al gas

Procedura:

  • rimuovere il dispositivo usato
  • staccare con cautela la sacca o la placca protettiva con una mano, dall’alto verso il basso. Premere con l’altra mano la pelle esercitando una contropressione
  • prima di buttare la sacca, verificare se sulla superficie adesiva o sulla placca protettiva ci siano tracce di feci. Ciò è importante per sapere ogni quanto tempo occorre cambiare il dispositivo
  • lavare con acqua tiepida e sapone neutro lo stoma e la zona circostante procedendo dall’esterno verso l’interno
  • asciugare bene la pelle
  • applicare la nuova sacca. Se si ricorre al sistema monopezzo fare aderire la sacca o la placca protettiva cominciando dalla parte inferiore dello stoma ed esercitare poi una pressione sulla zona peristomale in modo tale che l’aderenza sia perfetta. Se si ricorre al sistema a due pezzi applicare prima la placca protettiva e premere in modo tale che aderisca bene, quindi agganciare la sacca all’anello e controllare che sia ben fissata (chiusura a scatto)

Se ha delle difficoltà col dispositivo o delle domande si rivolga all’infermiere esperto in stomaterapia.

Urostomia

Nei primi giorni si utilizzano sacche speciali per raccogliere l’urina, più capienti di quelle che si useranno in seguito. Soprattutto nei primi tempi una secrezione biancastra fuoriesce dal segmento dell’ileo con cui è stata formata la stomia. Le secrezioni intestinali sono normali. Esse sono presenti anche nell’urina, ma in minore quantità. L’assunzione abbondante di liquidi ne facilita l’eliminazione.

Inizialmente sono necessari dei cateteri ureterali che sporgono dalla stomia. Tutto ciò può complicato, ma nei giorni successivi i cateteri saranno rimossi e l’igiene sarà più facile. Con l’aiuto dell’infermiere esperto in stomaterapia si sceglierà quindi la sacca più adatta.

La scelta del dispositivo più conveniente dipende dal tipo e dalla sede dello stoma, ma anche dalle esigenze, dalla situazione personale e dalle attività che il paziente deve svolgere.

La cosa migliore è incominciare ad esercitarsi già prima dell’operazione.

Durante la degenza in ospedale, le infermiere insegneranno le misure igieniche che richiede lo stoma e l’utilizzo dei dispositivi fino a rendere il paziente autonomo al momento della dimissione. In base al grado di autonomia del paziente può essere necessario richiedere l’aiuto di un caregiver (infermiere domiciliare, familiare, badante, ecc.).

Dall’urostomia fuoriescono grandi quantità di urina. È importante che l’urina possa defluire liberamente e non ristagni. Poiché dopo l’intervento il sistema urinario deferente è meno lungo, il rischio di infezioni è più elevato. Solo il libero deflusso può ridurre al minimo questo rischio.

I dispositivi

Solitamente le sacche sono munite di una valvola di scarico e di una membrana antiriflusso. Possono essere svuotate più volte grazie alla valvola di scarico e poi richiuse. Una sacca fissata alla gamba, connessa al dispositivo, può aumentare la capienza complessiva di 500 ml. I sistemi a due pezzi con sacca adesiva sono molto piatti e quasi inavvertibili da terzi. Sussiste anche la possibilità di collegare il dispositivo a un’apposita sacca esterna per la notte per mezzo di un tubo. Questa sacca ha una capienza di 2000 ml e con questo dispositivo il paziente può dormire tranquillamente.

Si distinguono due sistemi: il sistema ad un pezzo e il sistema a due pezzi.

È necessario valutare i vantaggi e gli svantaggi insieme all’infermiere esperto in stomaterapia.

Sistemi ad un pezzo: la sacca e la superficie adesiva (piana o convessa) formano una unità, non sono dunque separabili.

Sistemi a due pezzi: sono costituiti da una placca protettiva per la pelle (piana o convessa) e da un anello di fissaggio con sacca rimovibile. In genere il cambio si effettua ogni due/quattro giorni, allorché l’urina comincia a infiltrarsi sotto la placca di protezione. Esistono anche sistemi con sacche autoadesive.

Il cambio del dispositivo

Il momento migliore per cambiare il dispositivo è al mattino prima della colazione. Poiché di notte in genere non si assumono liquidi, la mattina la quantità di urina è minore e ciò facilita l’igiene.

Preparativi

In linea di massima si può effettuare il cambio ovunque.

È necessario preparare l’occorrente prima del cambio del presidio.Ciò è importante poiché dallo stoma può fuoriuscire urina, anche durante il cambio: questo può complicare l’operazione. La pelle deve essere sempre pulita e asciutta affinché il dispositivo aderisca bene.

I fori della sacca e della placca devono essere bene adattati allo stoma, solo così la pelle sarà protetta.

Occorrente per l’igiene della stomia:

  • sacca adattata al proprio stoma
  • acqua tiepida
  • panno carta
  • sacchetti per i rifiuti stagni ai liquidi

Procedura:

  • rimuovere il dispositivo usato
  • staccare con cautela la sacca o la placca protettiva con una mano, dall’alto verso il basso. Premere con l’altra mano la pelle esercitando una contropressione
  • prima di buttare la sacca, verificare se sulla superficie adesiva o sulla placca protettiva ci siano tracce di urina o è molto umida. Ciò è importante per sapere ogni quanto tempo occorre cambiare il dispositivo
  • lavare con acqua tiepida lo stoma e la zona circostante procedendo dall’interno verso l’esterno
  • asciugare bene la pelle. Per evitare che anche quantità minime di urina s’infiltrino sotto la superficie adesiva ricoprire con una garza o asciugarlo con un tampone prima di applicare il dispositivo
  • applicare la nuova sacca. Se si ricorre al sistema monopezzo fare aderire la sacca o la placca protettiva cominciando dalla parte inferiore dello stoma ed esercitare poi una pressione sulla zona peristomale in modo tale che l’aderenza sia perfetta. Se si ricorre al sistema a due pezzi applicare prima la placca protettiva e premere in modo tale che aderisca bene, quindi agganciare la sacca all’anello e controllare che sia ben fissata (chiusura a scatto)
  • controllare che la valvola di scarico sia chiusa

Se ha delle difficoltà col dispositivo o delle domande si rivolga all’infermiere esperto in stomaterapia.

In tutti e tre i casi di stomia, evitare assolutamente detergenti a base di alcool o di altre sostanze irritanti perchè disidratano la pelle rendendola così ipersensibile, evitare detergenti aggressivi e lozioni. Rada regolarmente i peli nella regione peristomale, il cambio della sacca sarà così più semplice. Controllare regolarmente lo stoma, col tempo le sue dimensioni possono variare. Nei sei mesi successivi all’operazione esso si restringe. L’apertura della sacca e della placca protettiva devono corrispondere alle dimensioni dello stoma. L’infermiere esperto in stomaterapia aiuterà il paziente a misurare lo stoma e ad adattare i fori della sacca e della placca.